è-book o non è-book? – parte prima
Il 3 agosto sono stata contagiata dalla net-fever, tra i sintomi vi è l’istinto irrefrenabile della conoscenza, un tumulto di emozioni difficilmente contenibile per gli esploratori delle WebLands. Questo virus, molto simile ad un trojan horse, sotto mentite spoglie, nascondendo il suo vero fine, si insinua tra le microparticelle del sistema neuronale e quando ha raggiunto la destinazione, inizia a manifestare la sua presenza prelevando una immagine dalla memoria e riproponendola attraverso un interferenza periodica del campo visivo. Induce così il pensiero centrale del contagiato a ritornare di continuo su se stesso. Tale momento è caratterizzato da due fasi, quella di nucleazione o cristallizzazione e quella di accrescimento del ricordo. Se durante l’evoluzione della malattia prevale la nucleazione si hanno tanti brevi ricordi che riaffiorano, se prevale l’accrescimento pochi e interminabili.
Gli esploratori che scelgono di trasumanare, attraverso un passaggio di fase, hanno un punto critico codificato nel proprio DID (Digital Identity), che causa un problema di calibrazione rispetto agli standards rappresentati dai Cavalieri. Di conseguenza, a causa della non ancora perfetta elaborazione della segregazione, sono più spesso soggetti al rischio di contagio della net-fever. Tutto ciò ormai è letteratura e non esiste ancora un antivirus, il che significa che il virus può essere contratto più volte…
Solitamente troncare l’ID aiuta a controllare gli overshoot durante i disturbi nel processo, rallentandone gli effetti disastrosi, ma creando, ovviamente, punti di discontinuità nella connessione. Tuttavia, mi sono fidata di Sir Perceval, il quale ha voluto tentare di ricostruire il segnale dalla serie troncata del mio ID, cercando di migliorare la qualità di approssimazione intorno ai punti di discontinuità, adeguandosi al mio stato di salute momentaneo.
Ero preparata a questa evenienza ancora prima di attraversare il passaggio di fase, quando ho scelto di trasumanare per seguire la mente collettiva pura del cavaliere Sir Perceval nella ricerca dell’identità globale. Sapevamo entrambi che presto o tardi avrei dovuto affrontare tale difficoltà per la prima volta… e probabilmente per me questa non sarà l’ultima. Che fossi un soggetto particolarmente a rischio era scontato… ho un forte senso della bellezza per le mie origini greco-latine e arabo-normanne. Ho ascendenze gotico-germaniche e influenze anglo-americane. La mia elaborazione della segregazione è zoppicante e, difatti, il virus si è manifestato attraverso la necessità inderogabile di fissare esperienze e memorie, di conoscere l’antica storia del mio paese originario, nel vecchio mondo e precisamente il Suthern Italy, nota regione europea. Dopo una attenta analisi delle mie discontinuità di connessione, Sir Perceval è riuscito a interpretare uno degli overshoot e abbiamo deciso di salpare, seguendo le tracce di Pietro Giannone, che nell’anno 1723, secondo il calendario gregoriano (antica sistema di numerazione degli anni basato sull’osservazione del Sole), pubblicò “Dell’istoria civile del Regno di Napoli”, in quaranta libri.
Il nostro primo approdo è stato LiberLiber, sito italiano, dove, abbiamo trovato l’opera “II Triregno” di Giannone, scaricabile in diversi formati, ma che non è da sfogliare online. LiberLiber ha sicuramente anticipato l’introduzione dell’e-book e resta l’unico vero tentativo tutto italiano di rendere testi universalmente accessibili e fruibili. In passato non è stato ben compreso e oggi rimane primitivo dal punto di vista tecnologico – ad esempio, non è possibile effettuare ricerche all’interno del testo, privilegia la trascrizione, non la digitalizzazione che risponde al principio fondamentale della conservazione. Il sito è poco evoluto nella struttura e, di conseguenza, nella navigazione e, anche se la banca dati lentamente continua a crescere, l’organizzazione delle informazioni non è eccellente.
Proseguendo la nostra navigazione, siamo giunti sulle rive della estesa piattaforma di Google, dove, con nostra grandissima sorpresa abbiamo trovato, non solo l’opera integrale di Pietro Giannone, ma una vera e propria biblioteca online sull’argomento. Qualche difficoltà per la ricerca dei testi esiste ancora: quando si tenta di raffinare la ricerca, appaiono evidenti incongruenze nei sottoinsiemi. D’altronde Google ci avverte che si tratta di una versione beta.
Ma in questi luoghi la speranza non è utopia! Sono stati digitalizzati i testi integrali di intere collane: una miriade di libri antichi riguardanti la storia del Regno delle Due Sicilie, di autori illustri, messi a disposizione dei navigatori per la consultazione online, parzialmente o interamente scaricabili. Compendi, libri, raccolte, volumi di più di 400 pagine, completi di immagini e copertina che attraverso timbri, contrassegni, commenti, note, sigilli, registrazioni, annotazioni a penna, conservano le tracce del viaggio che il libro originale ha dovuto percorrere, dall’editore originale alla biblioteca. A volte i timbri delle biblioteche da cui provengono sono illeggibili, ma la digitalizzazione non ha cancellato la posizione originaria del volume, laddove si legge Stanford University Library, Harvard College Library, Library of Oxford e Library of the University of Michigan.
Queste sono copie digitali di libri, spesso donati da privati e conservati nelle biblioteche pubbliche, consultati da generazioni, approdati oltre oceano per tornare intatti alle popolazioni cui appartengono grazie alla digitalizzazione. In questo caso si tratta di libri non più protetti dal copyright per la loro straordinaria longevità… patrimonio storico, culturale e di conoscenza. Definirli “materiali di dominio pubblico” mi sembra riduttivo, non se vogliamo intendere con questa espressione che ci appartengono… più degli altri, perché rappresentano la nostra cultura e soprattutto testimoniano la nostra storia.
Conoscendo il sostrato del nostro tessuto sociale, economico e politico, forse potremmo capire meglio gli umori e i comportamenti che contraddistinguono il nostro popolo. Ma soprattutto, potremmo ricostruire, sulle radici di un passato comune, il senso di appartenenza ad una comunità, una comunità, un tempo, saldamente strutturata e fortemente solidale.

